
DIARIO DI VIAGGIO 2026
Amici delle Missioni Sicilia
Siamo giunti al termine di questo viaggio, certamente faticoso...certamente meraviglioso... ritorniamo appassionati e carichi di speranza per i prossimi obiettivi
#africa #viaggio #missioneumanitaria #guineabissau #volontariato
DIARIO DI VIAGGIO 2026
Amici delle Missioni Sicilia
Penultimo giorno in Guinea Bissau.
Sta per finire il viaggio missionario 2026 e i nostri occhi vanno sulla cartina che ci ha visto scorrazzare senza sosta da nord a sud della Guinea Bissau, sino alle isole.
Ogni puntino…una missione. In ogni missione tante visite mediche, tanti farmaci e tanti progetti per alleviare fame e sofferenza. Ma sopratutto in ogni missione…lui/lei: il missionario! Il nostro amico dagli occhi profondi, spesso tristi, che conosce il suo territorio, le sue difficoltà e la sua sete di acqua o di cultura, o di farmaci. Villaggio per villaggio, capanna per capanna.
Missionari che per fede e vocazione cristiana hanno deciso di aiutare il prossimo più povero impegnando tutta la propria vita, senza sosta.
Da padre Admir (Tite) a padre Cossa (Bissau-Canchungo) da suor Maria Cifelli (Bula) a suor Miloca( Ingorè), da suor Ires (Cacheu) a padre Stephen ( Isola di Bubaque). Ci hanno accolti e coccolati in stanze povere ma pulite e ricche di affetto. Erano felici la sera di condividere con noi il pasto e parlare, parlare tanto e raccontarci le nostre vite. Ogni partenza.. un abbraccio (…forse anche una lacrima), la sensazione di lasciare una famiglia, un parente che spera tanto di non essere dimenticato, e che, alzando la mano in cielo, benedice noi, le nostre famiglie, i nostri benefattori.
Il nostro pensiero va anche a quei missionari che nei nostri vent’anni di Africa non ci sono più: suor Esperia, suor Romana, padre Roberto, mons Zilli. Missionari che fanno o hanno fatto la storia non solo della Guinea Bissau ma anche della nostra vita personale, donandoci molto di più di quello che noi abbiamo donato a loro.
28.3.26 Penultimo giorno in Guinea Bissau. Sta per finire il viaggio missionario 2026 e i nostri occhi vanno sulla...
Pubblicato da Amici delle Missioni - Sicilia su Sabato 28 marzo 2026
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Il “Gruppo Missionario San Giuseppe” di Caltagirone è tale di nome e di fatto. Anche quest’anno ha avuto un ruolo di primo piano nel sostegno ai nostri progetti in Guinea Bissau.
Maria Concetta Iudica e amici hanno confermato il progetto che permette ogni anno a tre giovani insegnanti di ottenere l’abilitazione all’insegnamento e al lavoro immediato. Hanno partecipato attivamente alla raccolta farmaci e anche alla realizzazione di due pozzi a Bissau e Nhoma le cui targhe e i cui fondi sono già stati consegnati al missionario padre Armando Cossa…
“Obrigadu do fundu do coracao” dicono qui i bambini e i giovani che ricevono questa Provvidenza Divina!
Il “Gruppo Missionario San Giuseppe” di Caltagirone è tale di nome e di fatto. Anche quest’anno ha avuto un ruolo di...
Pubblicato da Amici delle Missioni - Sicilia su Sabato 28 marzo 2026
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Andare al mercatino di “Bairo Coqueiro” di Bissau è sempre un momento gradevole. Spulciando la lista degli oggetti da comprare ci si immerge in un mare di colori e forme che cambiano ad ogni passo che fai.
I mercanti vedendo la nostra pelle bianca ci chiamano prima in spagnolo, poi in francese, poi in portoghese poi con un generico… “ Senhor-Senhor!”e ampia gestualità per indicarci l’interno della loro piccola e buia baracca. Devi sempre contrattare e fingere di andartene per essere richiamato e poi concludere l’acquisto! Anche perchè ormai abbiamo la lista dei prezzi degli anni passati…Artigianato povero ma etnico, lavorato a mano e dipinto con colori vivaci come l’anima di questa gente.
Andare al mercatino di “Bairo Coqueiro” di Bissau è sempre un momento gradevole. Spulciando la lista degli oggetti da...
Pubblicato da Amici delle Missioni - Sicilia su Venerdì 27 marzo 2026
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Rientro a Bissau
Ieri mattina partenza da Cacheu (con jeep di suor Ires) per Canchungo e da lì (con jeep di padre Cossa) per Bissau. Restano gli ultimi giorni per fare ordine e sintesi del lavoro fatto, pianificare e completare gli ultimi progetti.
Ieri siamo andati nella parrocchia di Fatima ad incontrare il brasiliano padre Jaime Coimbra e con lui fare la video chiamata alla nostra giovane Lourdes che grazie al nostro sostegno studia odontoiatria. È al terzo anno della facoltà e finito il ciclo universitario sarà una grande risorsa per la Guinea Bissau.
Ecco il grande pilastro della nostra associazione dopo la sanità: l’istruzione!
Quanto costa fare studiare per un anno un giovane?
60 euro per il Liceo
600 euro per l’università
È un’accorato appello ai nostri amici benefattori perchè possano contribuire a dare un futuro a questi ragazzi e ragazze che vogliono restare nella loro terra ma con un ruolo dignitoso e importante.
Oggi pomeriggio invece con padre Cossa siamo andati in un quertiere povero alla periferia di Bissau per vedere il piccolo Vladimir, adottato dalla famiglia Russo di Napoli…
Gli abbiamo consegnato la maglietta del Napoli e la letterina scritta dai bambini partenopei. Un’adozione a distanza ( 310 euro/anno) che allevia la sofferenza non solo di Vladimir ( orfano) ma anche della famiglia, nonna compresa.
Li vorremmo adottare tutti, togliere quella tristezza dagli occhi e riempire le guance scavate dalla fame…
Anche qui il nostro appello alle famiglie italiane: non giratevi dall’altra parte!
26-27.3.2026 Rientro a Bissau Ieri mattina partenza da Cacheu (con jeep di suor Ires) per Canchungo e da lì (con jeep di...
Pubblicato da Amici delle Missioni - Sicilia su Venerdì 27 marzo 2026
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Il piccolo Claudio Gianninó continuerà a vivere non solo nei cuori della sua famiglia e dei suoi amici, ma anche qui in Guinea Bissau dove, grazie alla donazione della famiglia, nel villaggio di Cadjense (missione cattolica di Bula) sarà realizzato un pozzo che porterà il suo nome per dare sollievo e vita a bambini e mamme del villaggio. Ecco come un ricordo può diventare fonte di vita…
Il piccolo Claudio Gianninó continuerà a vivere non solo nei cuori della sua famiglia e dei suoi amici, ma anche qui in...
Pubblicato da Amici delle Missioni - Sicilia su Giovedì 26 marzo 2026
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Ultimo giorno a Cacheu.
Altri salone parrocchiale che diventa studio pediatrico.
Altro missionario (suor Ires) a benedire la nostra presenza in quest’altro angolo sperduto di Africa.
Nuovo Record storico di visite: 148 (110 Bambini + 38 adulti) in 6 ore di visite no-stop.
Sono venute, a piedi, mamme e bambini non solo da Cacheu ma anche dai villaggi limitrofi lontani anche 10-15 km. La presenza dei “ medici bianchi” presso la missione cattolica delle “irmas” ( suore), la donazione immediata e gratuita dei farmaci è un evento che attendono tutto l’anno.
La bravura al triage di Laura, la competenza nelle visite di Lisa,Enrico, Manuela e Agnese, con la velocità di Elisabetta, Giacomo e Teresa alla consegna dei farmaci, ha consentito di completare una lista che sembrava stesse per finire ma che in pochi minuti si riempiva di altre 15-20 visite.
Molta patologia comune, ma ancora denutrizione e qualche cardiopatia da inviare a Bissau presso i nostri colleghi dell’ospedale Renato Grandi.
È stata l’ultima seduta di visite mediche di questo viaggio missionario 2026, concretizzando quello che è uno dei pilastri dei nostri progetti umanitari qui in Guinea Bissau.
Quanti bimbi abbiamo visitato?
Quante denutriti visti?
e quanti adulti con il loro “dor tudu curpu” (dolore in tutto il corpo)?
A quante mamme abbiamo controllato occhi troppo pallidi?
Quanti farmaci abbiamo dato in queste tre settimane?
Dal sud (Tite) al nord (Cacheu) al centro ( Canchungo) alle isole ( Bubaque, Soga)…
Sono stati più gli antibiotici o i poivitaminici? Il paracetamolo o l’ibuprofene?
Col cervello lo sapremo al rientro a casa, Col cuore che ancora pulsa in terra d’Africa, non lo sapremo mai perchè in ogni bimbo il nostro cuore non vede un numero ma un’emozione, una sofferenza da alleviare, in ogni farmaco donato non vede una molecola ma un gesto d’amore da parte dei benefattori che ce li hanno donati e da parte nostra che li abbiamo consegnati. Non saranno mai valori di statistica madri giovanissime spremute dalla vita dura e aspra che, passo dopo passo, si assottiglia in sentieri polverosi ed infiniti.
Ci mancheranno queste visite mediche fatte in modo assurdo in posti assurdi. Ci mancherà quel vocio di fondo delle madri sedute sui secchielli capovolti.
Ci mancheranno anche quelle mani giunte che lentamente si aprono per ricevere i farmaci come fosse un’ostia consacrata.
Forse ci mancherà anche quell’arsura della bocca che, dopo ore di visite, contrasta con la nostra pelle sudata e arsa.
Ma è qui che il nostro lavoro di medici e volontari trova la sua nobile essenza e si esalta come “ars medica”.
È qui, sotto un’albero di mango, che scienza e coscienza si abbracciano, si fondono.
È sotto questo cielo stellato incredibile che la stanchezza svanisce e si trasforma in una serenità d’animo che ti fa chiudere gli occhi trasformando la realtà in un sogno.
Merc 25.3.26 Ultimo giorno a Cacheu. Altri salone parrocchiale che diventa studio pediatrico. Altro missionario (suor...
Pubblicato da Amici delle Missioni - Sicilia su Mercoledì 25 marzo 2026
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Canchungo: visite e diplomi.
Immmaginavamo che le visite sarebbero state tante ( come l’anno passato), ma che saremmo arrivati a 132 no!
A far da ambulatorio pediatrico anche qui, come a Bubaque, è il salone parrocchiale, davanti alla cui porta troviamo assiepata una folla multicolore che, come in un film, si apre al passaggio nostro e dei nostri valigioni pieni di farmaci.
Subito postazioni: Triage (Laura), Visite (Enrico-Lisa-Manuela-Agnese)e Farmacia ( Elisabetta-Teresa e Giacomo) e visite fluide che ci hanno impegnato per oltre 6 ore.
Per alcune patologie abbiamo attivato la collaborazione con gli ospedali Renato Grandi, Clinica Bor, Ospedale Cumura, ormai nostri partner effettivi.
Anche stavolta abbiamo trovato 3 denutriti di cui uno “grave”( e quindi da ricoverare subito.)e due “media”.
Nonostante il ritmo sostenuto ci sono stati alcuni momenti caotici per l’eccessivo numero di bambini portati da ogni mamma!
Regge bene anche la farmacia ben capitanata da Elisabetta e dove Giacomo e Teresa già hanno ottima padronanza.
Inaspettata e gradita la pausa a metà mattinata quando padre Cossa e suor Ermelinda ci portano caffè e biscottini!!
Nel pomeriggio abbiamo l’incontro con gli studenti che finito il Liceo e finito anche il ciclo di formazione ( 3 anni)si sono diplomati “insegnanti professionali”
Tre di loro sono stati sostenuti dalla nostra associazione e per questo ci hanno tenuto ad incontrarci, salutarci e ringraziarci…
Grazie a questo corso già lavorano, hanno uno stipendio e possono aiutare tutta la famiglia.
Dopo la Salute, ecco il secondo grande progetto della nostra associazione: La Cultura, la scuola, il progresso, i giovani ed il futuro della Guinea Bissau. Un ringraziamento ancora una volta ai nostri benefattori, che con le loro donazioni ci stanno permettendo di portare avanti anche questo bellissimo progetto…
Ma è già sera, il cielo si colora di rosso e di nuovo stipati nella jeep di padre Cossa, lasciamo Canchungo per tornare a Cacheu…
Mart 24 mar 2026 Canchungo: visite e diplomi. Immmaginavamo che le visite sarebbero state tante ( come l’anno passato),...
Pubblicato da Amici delle Missioni - Sicilia su Martedì 24 marzo 2026
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Si parte per la missione cattolica di Cacheu.
Inizia la nostra ultima settimana e già di prima mattina siamo all’Ospedale “Renato Grandi” di Bissau per una visita conoscitiva e per parlare col primario dott Augusto Bidonga per iniziare un rapporto di collaborazione che ci consentirebbe di usufruire di tale ospedale come riferimento per i bambini cardiopatici che riscontriamo durante le nostre visite nei villaggi. Inoltre, con la collaborazione dell’associazione milanese “Kibinti” i bambini che lo necessitano potranno essere operati (gratuitamente) in centri specializzati in Europa.
Dal Renato Grandi alla Farmacia Sonia per acquistare ancora dei farmaci che stiamo per finire e poi ..il grande viaggio sino alla missione cattolica di Cacheu, cento chilometri sino confine nord con il Senegal.
Ci troviamo stipati come sardine nella jeep di padre Cossa con la tattica del 2-4-3! Manuela ed Elisabetta nel vano posteriore insieme alle due grandi valigie dei farmaci, quattro trolley e tre zaini. Al centro: Giacomo-Agnese-Teresa e Laura stipati a pressione con altri zaini e buste varie, e davanti: padre Cossà allo sterzo, Enrico e Lisa pressati tra il cambio e lo sportello con 3 zaini e 2 buste.
Le continue scaffe e frenate ci servono per…compattarci e ..riderci sopra!
Arrivati a Canchungo il pranzetto squisito di Suor Ires ci ha dato forza e l’entusiasmo per rimetterci in jeep e partire per il villaggio di Burnè-Balanta dove abbiamo realizzato uno dei nostri pozzi. Altri 14 km di jeep su sentiero sterrato.
Ci accorgiamo subito che villaggio è poverissimo: dalle modeste capanne ai vestiti laceri dei bambini. Anche la vecchia scuola è povera, con banchi sostituiti da pietre sui quali sono poggiate assi di legno.
Ma il nostro pozzo è là! Davanti alla scuola, con la sua bella targa che ci rappresenta.
La gente è contenta, ci accoglie con sorrisi e strette di mano.
Entro pochi minuti ci troviamo ad essere seduti davanti alla vecchia scuola con attorno tanta gente che magicamente usciva dal verde foresta per piazzarsi attorno a noi.
Ancora tanti ringraziamenti per questo dono che ha migliorato la vita del villaggio. Ed infine un simpatico balletto fatto dai bambini del villaggio con il loro gonnellino rosso-nero…
Lasciamo Burnè-Balanta ripercorrendo a ritroso il sentiero. Ma ora è il tramonto e i colori si esaltano, il profilo nero delle palme altissime si spalma sul cielo rosso del tramonto, mentre il profilo delle capanne si diluisce sino a scomparire dietro al filo di fumo dei faló accesi lungo il sentiero. Magica Africa.
Lun 23 mar 2026 Si parte per la missione cattolica di Cacheu. Inizia la nostra ultima settimana e già di prima mattina...
Pubblicato da Amici delle Missioni - Sicilia su Lunedì 23 marzo 2026
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Ritorno a Bissau
Si lasciano le isole Bijagos e nel cuore senti che le isole di Bubaque o Soga ti sono dentro come Lipari o Salina : Un patrimonio personale.
Ma quelle capanne sperdute, quei visi oltre il vetro del progresso, ci chiedono di nutrire la loro speranza di non essere scordati.
Il ricordo dei nostri piedi che sprofondano nel fango passo dopo passo simboleggiano perfettamente la coscienza del mondo benestante.
Alle 10,05 il traghetto si stacca dal molo di Bubaque e inizia il suo lento e rumoroso viaggio verso Bissau.
Ci sfilano davanti le isole di Rubane, poi Angurmane, poi Soga, poi altre ancora come a salutarci con le…palme delle loro mani tese in alto.
Oltre 4 ore di navigazione prima di arrivare a Bissau.
Sul “barco” per il biglietto puoi spendere 5-10 o 15 euro a seconda se vuoi stare in terza, seconda o prima classe e quindi viaggiare malissimo-male o discretamente. Abbiamo scelto la seconda classe per coerenza etica rinunciando alle poltroncine e all’aria condizionata (prima classe) e alla folla delirante e alle galline (terza classe).
Eppure in quest’ultima, come nel film TITANIC, c’ era un angolo in cui si suonava musica africana e si ballava. Troppo invitante per non andarci e condividerne un pó.
E in terza classe abbiamo incontrato anche l’anziana signora della spiaggia di Bubaque che anche qui vendeva panini con carne di maiale e maionese come attività più redditizia rispetto a quella di “avvocato” in una nazione (Guinea Bissau)
dove, come sostiene lei:
“…non esiste lo stato e i potenti non rispettano la legge!” …
E ci cita tutti gli articoli di legge che la costituzione guineense prevede!
Arriviamo finalmente a Bissau sfiniti dal caldo, dalla scomodità e dalla fame che ci ha spinto alla ricerca di quel pó di pane che di domenica pomeriggio a Bissau invece non è previsto!
Ci salva (ore 17)una improvvisata spaghettata appena arrivati alla missione cattolica mentre la voglia di stenderci qualche ora viene tragicamente cancellata dall’appuntamento che avevamo dato per le ore 18 a dei volontari di Milano che operano in Guinea Bissau nel campo della cardiologia pediatrica.
Finito l’incontro (molto interessante) non ci si puó distendere perchè già sono le 20.15 e le suore ci aspettavano per cena alle 20!
Suor Eulalia e suor Numó ci deliziano con una cenetta a base di pizza, mandioca e succhi africani.
Così, satolli e sfiniti rientriamo in camera per sprofondare finalmente nel letto…anzi no! Prima c’è da preparare le valigie dei farmaci visto che domani si lascia Bissau per partire per il nord, direzione Canchungo!
Dom 22 mar 26 Ritorno a Bissau. Si lasciano le isole Bijagos e nel cuore senti che le isole di Bubaque o Soga ti sono...
Pubblicato da Amici delle Missioni - Sicilia su Domenica 22 marzo 2026
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Visite pediatriche all’isola di Soga.
Non sai mai cosa ti spinge oltre il confine del razionale, cosa ti dà la forza di attraversare l’oceano e poi immetterti in un tunnel di foresta seguendo un sentiero sperduto. O forse lo sai ma ti stupisce la sua essenza, la sua forza che allinea ogni evento e carica di energia le nostre gambe, le nostri menti.
Nella piccola isola di Soga è ogni anno un miracolo vedere tanti medici tutti assieme, che visitano oltre 40 bambini e altrettanti adulti a cui vengono consegnati gratuitamente tutti i farmaci necessari. Il grande albero di mango sotto il quale abbiamo visitato ci ha offerto un’ombra stupenda ma non i suoi frutti, ancora acerbi.
Tra gli adulti tanti casi di ipertensione arteriosa grave che richiederebbero terapia e alimentazione adeguata, ma sappiamo che non faranno nè la terapia (perchè non hanno soldi) nè alimentazione ( perchè non hanno voglia di rinunciare ai gusti forti delle loro tradizioni che prevedono nel cibo, tonnellate di sale, di peperoncino e di dado.)
Finiamo verso le 14 e sempre all’ombra del grande mango consumiamo i nostri panini…
Non prima di aver mangiato il ..djacacida, (piatto tipico guineano a base di riso, olio di palma, foglie di mandioca e pollo) offerto dalla comunità come segno di ringraziamento.
Per riprendere il “ boto-rapido” ( motoscafo) dobbiamo recarci presso il vecchio molo, che raggiungiamo messi a cassone sulla vecchia motolapa a cui spesso non si ingrana la marcia.
In serata, a Bubaque, ci concediamo una pizza da Melchiorre, istrionico pizzaiolo spagnolo, che ogni anno ci aspetta per farci gustare le sue pizze fantasiose. Con noi a tavola i due missionari, padre Admir e padre Stephen a suggellare un’amicizia vera, fatta di progetti missionari importanti, ma anche di un bicchiere di vino e di risate per le battute di Melchiorre…
Sab 21.mar.26 Visite pediatriche all’isola di Soga. Non sai mai cosa ti spinge oltre il confine del razionale, cosa ti...
Pubblicato da Amici delle Missioni - Sicilia su Sabato 21 marzo 2026
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Primi visite pediatriche nell’isola di Bubaque, sempre nel salone parrocchiale (dedicato al compianto padre Roberto Donghi) dove dalle 9 alle 15 abbiamo visitato ben 141 bambini, è record storico di tutti i tempi! Nel triage ci siamo alternati Laura ed Elisabetta, mantrd le visite mediche sono state fatte sempre su tre postazioni con me, Lisa e Manuela e alla farmacia Giacomo e Teresa, mentre Agnese, da brava studentessa di medicina, cercava di apprendere dalle varie postazioni pediatriche.
A darvi una mano anche una suora e padre Admir. Tante patologie cutanee e respiratorie e ancora un “denutrito medio” da seguire. Alcune mamme, avendo saputo della presenza dei “medici bianchi” sono arrivate anche dalle isole vicine.
Una strana energia positiva ci ha consentito di avere un ritmo sostenuto e il sorriso sulle labbra. Eravamo felici di questo record che ci ricorda il nostro ruolo in questa terra di sofferenza. Alle 15.30 si pranza e si parte -alcuni- per una meritata “stinnicchiata” su una spiaggia vicina e altri per un giro in paese…
La sera, nel dopo cena, troviamo anche il tempo di strimbellare con la chitarra di padre Steven, ma non molto, visto che il corpo ci indicava la via del letto…
Ven 20.3.26 Primi visite pediatriche nell’isola di Bubaque, sempre nel salone parrocchiale (dedicato al compianto padre...
Pubblicato da Amici delle Missioni - Sicilia su Venerdì 20 marzo 2026
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Verso Bubaque
70 km di oceano Atlantico separano il porto di Bissau da quello dell’isola di Bubaque.
Li percorriamo in meno 2 ore grazie ai 2 potenti motori del motoscafo che Elisabetta ha prenotato. Attraversare questo braccio di oceano è sempre emozionante e affascinante per i profili delle varie isole che vanno sfilando davanti a noi.
Ad attenderci c’è un’altro missionario, padre Stephen, con i suoi occhi a mandorla, e i capelli orti sopra un sorriso accattivante.
Nel pomeriggio, ci catapultiamo nella spiaggia bianca di Brus
Per riposarci e prepararci alle visite mediche di domani e dopodomani.
La spiaggi è bianca ed enorme e da l’idea di come questa terra
La Guinea Bissau ha un patrimonio di bellezze naturalistiche che non ha Uguali in Africa…Nel pomeriggio incontro con i ragazzi del gruppo giovani della parrocchia. Sono felici, di vedere i volontari italiani e farci le loro domande specifiche.
A sera si fa una lunga passeggiata con padre Stephen e padre Admir, per completare una giornata di relax dopo il terribile avvio della settimana scorsa…Ci voleva!
Giov 19.3.26 verso Bubaque 70 km di oceano Atlantico separano il porto di Bissau da quello dell’isola di Bubaque. Li...
Pubblicato da Amici delle Missioni - Sicilia su Giovedì 19 marzo 2026
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Da Bula a Dungur
Sapevamo che stavano preparando “qualcosa” in nostro onore gli abitanti del villaggio di Dungur, ma non immaginavamo una festa così grande e suggestiva di 3 ore ininterrotte. Ad animarla i ragazzi del Gruppo teatrale di Bula con i loro fantastici jambei
, ad esibirsi sono invece i ragazzi della scuola del villaggio con balli tribali e danze etniche arricchite da costumi…di foresta e corpi resi translucidi dall’olio di palma o bianchissimi per l’argilla messa sul volto.
Non sono mancati gli interventi di ringraziamento nei confronti della nostra associazione per tutto quello che ha realizzato negli anni a Dungur. Prima villaggio sperduto e povero ora villaggio-modello in Guinea con asilo, sei classi di “scuola basica”, tutte con banchi e scrivanie. E poi ancora, servizi igienici e casa per i professori.
Tutti questi requisiti ha convinto l’ispettore regionale alla cultura a tenere in considerazione la possibilità di autorizzare Dungur ad avere anche 7.a 8.a e 9.a classe, ovvero il primo triennio del Liceo!
Protagonisti anche i tanti palloncini colorati che abbiamo portato e che Agnese e Laura si sono divertite a gonfiare e consegnare ai bambini. Così come non poteva mancare il sacco di riso che Giacomo, in rappresentanza dell’associazione, ha donato al capo villaggio.
Sono passati 20 anni da quel giorno della stretta di mano tra me-Almeyda (capo villaggio) e suor Ada, che sanciva l’impegno di rilanciare il villaggio di Dungur. Qualcuno non c’è più (Robert) qualcuno è malconcio (Almeyda, suor Ada) qualcuno è ancora arzilla ( Damiana la “partera”) .Dungur è il sogno fatto realtà, è il progetto nel quale la città di Ramacca ha fatto un gesto missionario incredibile. Dungur merita: per ogni blocco impastato dai padri e trasportato sulla testa delle madri, per la cura e la pulizia dei locali costruiti. È un modello per gli altri villaggi della Guinea Bissau ma anche per tutta la nostra civiltà occidentale…
Merc 18. 2026 Da Bula a Dungur. Sapevamo che stavano preparando “qualcosa” in nostro onore gli abitanti del villaggio...
Pubblicato da Amici delle Missioni - Sicilia su Mercoledì 18 marzo 2026
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Una ventina di chilometri separano Ingorè dal villaggio di Barraca, dove suor Miloca ha deciso di fare le visite mediche. Ma il sentiero è davvero sconnesso e la jeep spesso assume inclinazioni rischiose, specie se si considera che sul suo tetto ci sono le valigie dei farmaci. Si entra ed esce da una buca all’altra e alla fine dopo un’ora arriviamo nel villaggio. Tante gente ad aspettarci con marmocchi in braccio e altri attaccati al seno.
C’è caldo e tanta folla, capiamo subito che solo una perfetta organizzazione ci poteva evitare una giornata terribile!
Riusciamo a mettere ordine, creare una lista e a ritmo serrato cominciare le visite con Laura al triage, Manuela, Agnese, Lisa ed Enrico alle visite mentre Teresa e Giacomo ci davano sotto con le medicine ed Elisabetta a dare sostegno a tutte le postazioni. Alle ore 13.15…si conteranno ben 93 visite, tutte pediatriche, con patologie medie e un caso di denutrizione acuta.
Tutti hanno avuto terapia e tornavo soddisfatti a casa, chi nello stesso villaggio, chi nel villaggio limitrofo, chi dal vicino confine col Senegal…
Capo villaggio ed infermieri locali ci hanno ringraziato
Perchè mai nessun pediatra aveva visitato i loro bambini in questo villaggio.
Si rientra in missione a Ingorè ripercorrendo il terribile sentiero sconnesso.
Pranzo e riposino ristoratore per mettersi nel pomeriggio di nuovo in marcia e rientrare a Bula.
Il tempo di una rinfrescata e subito partiamo per il villaggio di Dunghur, dove, appena buio, sarà proiettato il video della story di Dunghur. È stata una grande emozione rivedere i suoi personaggi di 20 anni orsono, le mamme giovani di allora e le tre strutture ( scuola, pozzo, infermeria)che da anni ci chiedevano. Se poi ci metti anche là proiezioni di 2 cartoni animati si capisce perché a Dungur è stata una serata straordinaria!!!!!
Mart 17 2026. Una ventina di chilometri separano Ingorè dal villaggio di Barraca, dove suor Miloca ha deciso di fare le...
Pubblicato da Amici delle Missioni - Sicilia su Martedì 17 marzo 2026
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Si parte per Ingorè
È polverosa la strada che ci porta da Bula a Ingorè, quasi un rettilineo che si ferma a pochi chilometri dal confine col Senegal. Ad accoglierci c’è una piccola suorina dal volto e dalla voce dolce e suadente: suor Miloca. Visitiamo subito alcuni degli asili della foresta dove la nostra associazione Amici delle Missioni Sicilia sta dando il pasto quotidiano a un migliaio di bambini. Sono sempre là, da Tandè a Bissabur, sempre con la gioia negli occhi per quel piatto di riso caldo e sicuro. Col loro cucchiaio che entra in gola come non farebbe a casa. Progetto fantastico la cui realizzazione è sta frutto delle donazioni delle aziende Bio-produttrici di Rosetta NARZISI. Eccolo là Giacomo e Agnese ad imboccare due piccoli per condividerne la gioia, e poi le canzoncine di ringraziamento per un pancino felice…
Nel pomeriggio si indossano i camici per fare le visite nel Centro Nutrizionale in collaborazione con gli infermieri locali. Dovevano essere poche visite in poco tempo, invece sono state tantissime visite in oltre 4 ore! Al triage Laura, alle visite mediche Luisa, Manuela, Elisabetta ed Enrico, mentre Giacomo e Teresa alla farmacia sono ormai perfetti.
Le patologie sono tante con prevalenza di quelle respiratorie ma ancora una volta ecco Tre denutriti, di cui uno grave da ricoverare. Ancora corpicini minuscoli, con occhi tristi e tosse…
I farmaci per le terapie scorrono a fiumi, le visite aumentano e si fa buio, c’è caldo e si sente la stanchezza, ma non ci fermiamo un attimo sino all’ultima visita.
Meno male che per cena suor Miloca ci delizia ed in abbandonza.
È proprio con lei nel dopo cena ci soffermiamo per esaminare i progetti in corso, e le nuove esigenze che in una missione cattolica della Guinea sono sempre tante, tutte importanti e di grande impatto sociale, a cui cerchiamo di dare risposta grazie ai nostri magnifici benefattori…
Si va a letto sapendo che domani ci aspettano le visite in foresta…
Lun 16 marzo. Si parte per Ingorè. È polverosa la strada che ci porta da Bula a Ingorè, quasi un rettilineo che si ferma...
Pubblicato da Amici delle Missioni - Sicilia su Lunedì 16 marzo 2026
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Alle 9.30 ci raggiunge il buon Sebu col pulmino malconcio delle suore per portarci dalla missione cattolica di Bissau a quella di Bula. Sempre 30 km, sempre una strada in costruzione, sempre polvere asfissiante e oltre un’ora per giungere a Bula, in quella che è stata la nostra prima casa in Guinea Bissau. Ci accoglie con affetto suor Maria Cifelli, e ci distribuisce subito le camere, sempre belle, ampie e confortevoli, il meglio di tutte le nostre tappe guoneane.
Dopo una prima programmazione si va nel villaggio di Cadjense ad inaugurare il pozzo finanziato dal nostro benefattore ramacchese Giuseppe Giandinoto, che per il suo matrimonio ha rinunciato alle tradizionali bomboniere per realizzare questo pozzo in Guinea Bissau.
Una festicciola attorno al pozzo con tante donne e bambini, con canti e balli resi più gradevoli dai tanti palloncini colorati portati da noi.
Ci hanno tanto ringraziato e fatto dei doni, gallina compresa!
Erano felici le donne, gli occhi brillanti di gioia e limpidi come l’acqua tirata su col secchio.
Non faranno più tanti km a piedi per un secchio d’acqua, e neanche i loro bambini! Così suor Maria alza il ramoscello intinto nell’acqua benedetta e benedice tutti noi e il pozzo, fonte di vita.
Finita l’inaugurazione, si passa per Pluma, villaggio di pescatori sulle rive del fiume Macó . È il tramonto e davanti ai nostri occhi si manifesta una immagine da sogno con il fiume , il profilo delle sue canoe e un filtro colorato ad esaltare le capacità artistiche del suo pittore!
Domenica 15.3.26 Alle 9.30 ci raggiunge il buon Sebu col pulmino malconcio delle suore per portarci dalla missione...
Pubblicato da Amici delle Missioni - Sicilia su Domenica 15 marzo 2026
DIARIO DI VIAGGIO 2026
Amici delle Missioni Sicilia
Lasciare Tite non è mai facile, anzi, è sempre più difficile. Tite ci “spreme” i corpi e le menti, ci asfissia con un caldo insopportabile, ci impone adeguamenti ed imprevisti a ripetizione e poi ci fa dimenticare tutto con l’abbraccio fraterno dei suoi missionari, padre Admir in testa. Ci fa amare tutto con le mani dei bambini che si appiccicano alle nostre lungo il sentiero che lentamente porta alla missione cattolica E se la sera ancora residua un pó di stanchezza, basta alzare gli occhi al cielo immergersi nell’incredibile cielo stellato e sentire che il benessere dell’anima ha cancellato ogni traccia del proprio corpo.
Si torna a Bissau, ancora “il barco” colorato e vociante, ancora la foce del fiume Geba, ancora il porto di Bissau, pieno di carcasse di navi e di bidoni ai lati del molo col suo odore intenso di nafta, la sua gente sbracalata e le carriole vecchie per le valigie che nessuno ci metterebbe mai.
Nel pomeriggio ci torna il sorriso e la positività quando nella casa di padre Cossa, ci incontriamo col vescovo mons. Victor. Ci esprime ancora la sua gratitudine per tutto il nostro operato a Tite e ci consegna una lettera emozionante di ringraziamento per i nostri benefattori ( a cui trasmetteremo copia) che sono veramente i protagonisti di questo grande successo che la nostra Associazione Amici delle Missioni Sicilia sta avendo in Guinea Bissau. È la generosità dei loro cuori che sta portando sollievo a bambini, mamme, uomini, malati, assestati, denutriti. Noi siamo solo fedeli ambasciatori di questa gente meravigliosa che dalla Sicilia a Napoli, da Avellino a Piacenza, da Verona sino in Australia ( il nostro amico Giovanni Canfailla) incarna la Provvidenza Divina.
Sabato 14 mar. Lasciare Tite non è mai facile, anzi, è sempre più difficile. Tite ci “spreme” i corpi e le menti, ci...
Pubblicato da Amici delle Missioni - Sicilia su Sabato 14 marzo 2026
DIARIO DI VIAGGIO 2026
Amici delle Missioni Sicilia
Tite - Pomeriggio
I giovani di Tite lo attendono un anno questo pomeriggio sportivo per disputare la partita che consentirà loro di avere una bella medaglia “europea”
e, in caso di vittoria, di alzare al cielo la bellissima grande coppa che la nostra Associazione ogni anno mette in palio. Alla sua quinta edizione il “Trofeo mons. Zilli” ha visto, al solito, una grande cornice di pubblico che ha tifato in maniera spettacolare per le due finali maschili e femminile…
Il gioco è “maschio”, i contrasti decisi e nessuno tira il piede indietro. Nessuna protesta o sceneggiata ma ritmo e pressing asfissiante. Alla fine delle gare le nostre Laura ( che ha anche giocato) ed Agnese premiano i ragazzi mentre Teresa e Lisa premiano le ragazze. Migliore giocatore maschile premiato da Giacomo e migliore giocatrice femminile premiata da Manuela. Infine Elisabetta, Enrico e padre Admir hanno consegnato le coppe alle due squadre vincenti tra gli applausi, le urla e i canti di centinaia di giovani che si sono esaltati alla luce dei fuochi dei nostri fuochi d’artificio…
Si è così ripetuto per il 5 anno, “ il più bel gesto missionario che sia mai stato fatto a Tite” ( parole di mons. Pedro Zilli…)
Venerdì 13 marzo. Tite.Pomeriggio I giovani di Tite lo attendono un anno questo pomeriggio sportivo per disputare la...
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DIARIO DI VIAGGIO 2026
Amici delle Missioni Sicilia
Tite - Mattina
Ci attendono le visite mediche proprio nel piccolo ospedale “Carlotta Gamba” di Tite.
A fare da “ambulatorio di campo” la grande veranda antistante le degenze, dove collaborati dagli infermieri e dal medico ospedaliero, creiamo le nostre postazioni con Laura al triage, Enrico, Lisa e Manuela alle visite, Giacomo e Teresa alla farmacia ed Elisabetta al coordinamento, mentre Agnese, (studentessa al 5 anno di medicina) faceva le sue prime esperienze in tutte e tre le postazioni. Anche stavolta l’esclusività delle visite pediatriche è saltata!
Ancora tante mamme, tanti uomini con problemi vari che non abbiamo potuto fare a meno di visitare. E poi loro: i piccoli con le loro patologie cutanee, respiratorie, carenziali, e purtroppo ancora… denutriti, di cui uno in maniera grave.
Per tutti loro il sollievo dei farmaci e la gioia di vedere che non sono abbandonati del tutto, che per loro, ci sono i “ medicos brancos” amici di padre Admir. Nel mezzo anche due test, uno per sospetta malaria e un’altro per AIDS, ma entrambi, per fortuna, negativi….
Venerdì 13 marzo.Mattina:Tite Ci attendono le visite mediche proprio nel piccolo ospedale “Carlotta Gamba” di Tite. A...
Pubblicato da Amici delle Missioni - Sicilia su Sabato 14 marzo 2026
DIARIO DI VIAGGIO 2026
Amici delle Missioni Sicilia
Stretto nella morsa tra la foresta e l’oceano, il villaggio di Salanca vive da secoli la sua solitudine e povertà. A stento l’autosufficienza alimentare ma nessuna possibilità di commercio o scambio sociale.
Tite è il centro più vicino, ma è a 42 km di foresta. L’isola di Bubaque è davanti ma con tanti km di oceano davanti.
Padre Admir ce lo indicó come uno dei villaggi dove i genitori avrebbero voluto una piccola scuola per i loro figli per non fargli fare tanti km a piedi per la scuola nel villaggio più vicino.
Quel sogno oggi, Giovedì 12 marzo 2026 è diventato realtà!
Grazie al preside Fabio Fidotta dell’istituto Casella di Pedara, si è attivata non solo la sua scuola ma anche tutta la comunità pedarese per delle iniziative sociali ( arancino solidale, cannolo solidale, concerti, tornei) i cui proventi sono stati destinati interamente a questo progetto tanto storico quanto ambizioso. Altrettanto bravo è stato padre Admir ad organizzare e coordinare tutto il lavoro locale reso ancora più difficile per il sentiero impervio e difficile che dovevano attraversare i vari mezzi per portare a Salanca i materiali di costruzione.
Noi siamo stati ambasciatori e coordinatori di questo progetto che rappresenta una delle opere più belle per la nostra associazione e costituisce la quarta scuola fatta in 4 anni ( villaggi di Venduleidi-Dunghur-Brambanda-Salanca).
Ma veniamo alla festa.
Un’accoglienza maestosa e trionfale ci ha sorpreso all’arrivo nel villaggio. Ai lati del sentiero di ingresso due ali di bambini e poi di uomini e poi di donne ci hanno accolto con canti e danze indossando i loro abiti tradizionali, gonnellino-Bijagos compreso!
Ci hanno portato davanti alla bellissima nuova scuola dai colori vividi e brillanti dove in un palchetto molto etnico un presentatore ci ha accolto con tanto di musica tribale messa “a palla”! Ci hanno ringraziato ripetutamente tutti: il capo villaggio, le mamme, gli anziani. Ringraziamenti che abbiamo condiviso con padre Admir. E a lui, a Enrico e Giacomo il capo villaggio ha voluto mettere “il panno di ringraziamento” mentre come regalo ci hanno dato un maiale ed una capretta che in ogni caso subito dopo sarebbero diventate parte del cibo per la grande “ mangiata del villaggio” a cui anche noi abbiamo contribuito comprando riso, bibite ed altri alimenti.
È così dopo i discorsi di rito Nello spiazzo antistante la scuola si sono accesi tanti fuochi per le grigliate e tanti altri per i pentoloni per cucinare il riso… È stato un mix di balli tribali, canti, cibo, abbracci sempre più fraterni, strette di mano e sorrisi sempre più coinvolgenti… Le donne del villaggio sono riuscite a coinvolgere nelle loro danze anche Laura, Agnese, Lisa, Elisabetta, e poi anche Manuela e Teresa. E quando il ritmo era arrivato a livelli coinvolgenti, anche Enrico e Giacomo si sono “buttati” nella mischia tra gli applausi generali.
Arrivati così nel pomeriggio, applichiamo sia la nostra targa portata dall’Italia sia il banner fatto a Bissau che reca il nome di Nelson Mandela a cui la scuola è dedicata, così come stabilito dal “ referendum” fatto a Pedara questo inverno in occasione del Cannolo Solidale. Scelta migliore Pedara non poteva fare visti i nobili principi (Libertà-Istruzione) a cui si ispirava lo storico personaggio africano.
Ora Salanca deve iniziare il suo viaggio più importante, quello culturale, per uscire dal suo isolamento storico, per avvicinare i suoi bambini, i suoi giovani, a quel mondo che si trova oltre la foresta, oltre le onde dell’ Oceano.
Stretto nella morsa tra la foresta e l’oceano, il villaggio di Salanca vive da secoli la sua solitudine e povertà. A...
Pubblicato da Amici delle Missioni - Sicilia su Giovedì 12 marzo 2026
DIARIO DI VIAGGIO 2026
Amici delle Missioni Sicilia
E' anche il giorno dell’incontro con il nuovo vescovo di Bafatà, mons Victor Quetchamata: Corporatura importante, occhi buoni, voce calda e pacata e,sopratutto, un sorriso accattivante che ti mette subito a proprio agio. Proprio come un frate francescano, quale lui è. Dopo esserci visti a Bissau, ci ha voluto raggiungere a Tite e stare con noi in questa terra della sua diocesi, in questo lembo africano tanto povero e tanto amato invece dalla nostra Associazione con tanti di quei progetti di cui è rimasto profondamente sorpreso!
Per questo ci ha ringraziato diverse volte manifestando la sua intenzione di starci vicino e agire in sintonia. La sua venuta era finalizzata anche alla presa visione dell’ospedale di Tite e della possibilità di realizzare in una parte di esso, un centro di Recupero per Denutriti: Progetto ideato dalla nostra associazione come risposta all’alta incidenza di questa umiliante patologia nel territorio di Tite.
Con fra Victor ( come vuole essere chiamato lui…) abbiamo anche passeggiato, cenato, cantato, ascoltato messa, come…uno di noi! Con Elisabetta ci è sembrato che sia tornato tra noi lo spirito di mons. Pedro Zilli ( il predecessore) che ci invió in questa difficile Missione di Tite e ci stette vicino sino alla fine, anche lui col fisico importante ed il sorriso accattivante…
Mercoledì 11 marzo è anche il giorno dell’incontro con il nuovo vescovo di Bafatà, mons Victor Quetchamata: Corporatura...
Pubblicato da Amici delle Missioni - Sicilia su Giovedì 12 marzo 2026
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Amici delle Missioni Sicilia
Giornata intensa dedicata alle “Adozioni”. Di mattina quella degli “Studenti”, pomeriggio quella dei “Bambini”. Eccoci presto in azione per incontrare gli studenti che frequentano il Liceo “Gino Ambrosi” di Tite grazie all’adozione dei nostri benefattori, progetto che facendo studiare tante ragazze, permette loro di evitare il matrimonio precoce forzato garantendosi un futuro da professionista. Li abbiamo visto tutti e tutte, sono felici, belli, contenti e rappresentano il futuro della Guinea Bissau, quello colto, critico e pronto a dare progresso alla società africana. Dovevamo “adottarne” una dozzina, eccoci arrivati invece a 137.
Sempre grazie ai nostri benefattori che con una somma irrisoria di 60 euro l’anno contribuiscono a questo meraviglioso nostro progetto.
Anche in questo incontro abbiamo creato una “catena organizzativa” con Lisa, Enrico e Laura al registro informatico, Agnese e Manuela alle foto e Giacomo e Teresa alla logistica.
Alla fine dell’ incontro hanno voluto ringraziare le famiglie italiane consegnandoci delle lettere per loro, ringraziare la nostra associazione donando a ognuno di noi il “panno di ringraziamento”.
Nel pomeriggio incontriamo i bambini e i loro genitori, padre Admir ce li presenta uno per uno. Stanno tutti bene. Altri 37 bambini guineani a cui i nostri benefattori (con meno di 1 euro al giorno) stanno permettendo una vita lontano dalla sofferenza…
Mercoledì 11 marzo. Giornata intensa dedicata alle “Adozioni”. Di mattina quella degli “Studenti”, pomeriggio quella...
Pubblicato da Amici delle Missioni - Sicilia su Giovedì 12 marzo 2026
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Amici delle Missioni Sicilia
Si va a Enxudè per le prime viste in tabanka (villaggio). Abbiamo perso un pó di tempo per trasformare la enorme aula scolastica vuota in qualcosa che somigliasse ad un…ambulatorio. Nonostante il preavviso che avremmo fatto solo visite pediatriche, ecco davanti a noi tanti adulti e …pochi bambini!
Così in attesa dei pazienti pediatrici abbiamo cominciato a visitare mamme e nonnine!
Al triage Enrico e Agnese, alle visite Lisa, Manuela con l’assistenza di Laura, mentre alla farmacia ecco Giacomo e Teresa. Ed Elisabetta? Si è sobbarcato il lavoro di registrazione e statistica nei registri dell’ospedale assieme alle infermiere di Tite.
Fare l’anamnesi ad una donna adulta è sempre uno spettacolo perchè alla prima domanda “ Quanti anni hai?”
La risposta è sempre :
“ A mi?” ( io ?)
“ Si..Abo! ( Si…voi!)
Al che segue un gemito prulungato e sorridente che si traduce: “non lo so…”
Alla seconda domanda che chiede che disturbo presenta, la risposta è sempre:
…” dor tudu curpu!” (dolore in tutto il corpo!)
Così per oltre trenta visite di adulti!!
Finalmente ecco arrivare i piccoli e sentirci più a nostro agio nella clinica e nella terapia.
Atri trenta bambini visitati e a cui abbiamo dato i farmaci necessari per farli guarire. Farmaci di cui i nostri benefattori ci hanno riempito le valigie e a cui va il nostro sentito ringraziamento…
Anche stavolta le nostre dottoresse hanno diagnosticato due casi di denutrizione, di cui una media d una grave da ricoverare subito.
Finiamo pensando proprio a questi ultimi due casi e al nostro nuovo progetto che prevede di realizzare un Centro di Recupero per Denutriti, proprio qui a Tite, in questa terra difficile ed abbandonata ed evitare che una madre debba andare a ricoverare il suo bambino in posti lontani e difficili da raggiungere…
Una sfida tosta…ma con la generosità dei nostri benefattori…nulla è impossibile!!
Martedì 10 marzo. Si va a Enxudè per le prime viste in tabanka (villaggio). Abbiamo perso un pó di tempo per trasformare...
Pubblicato da Amici delle Missioni - Sicilia su Giovedì 12 marzo 2026
DIARIO DI VIAGGIO 2026
Amici delle Missioni Sicilia
Alle ore 8 già al porto per prendere “il barco” che attraversando la foce del fiume Geba ci porterà da Bissau al porto di Enxudè, porta d’ingresso del profondo sud della Guinea con le sue regioni di Quinharà e Tombalì.
A scendere dal traghetto è un fiume di gente che porta in testa masserizie di ogni genere, dai materassi ai maialetti, dai sacchi di carbone, a vasconi enormi piene di galline. A fare da sfondo un vocio che se per altri è assordante per noi è la voce vera dell’Africa.
Ad aspettarci il nostro amico-missionario padre Admir e i due diaconi Eusebio e Travasso a cui Enrico e Giacomo aiutano a caricare i valigioni sulle due jeep mentre Elisabetta, Lisa, Manuela, Teresa, Agnese e Laura si mostrano donne per nulla sconvolte nè dal viaggio nè dal caldo afoso che ci ha travolto all’arrivo. Il rettilineo di sette km che ci porta nella missione cattolica di Tite ha un fascino spettacolare per i suoi colori e per i suoi alberi dalla chioma appiattita e i bassi termitai “a fungo”.
La missione cattolica di Tite è per noi…”casa” con la sua umiltà, con il suo calore, con le stanze senza comodini e il trolley su una sedia ma dove percepisci che non ci manca nulla. Già calore! Come quello mostrato subito dai bambini incontrati alla prima passeggiata fuori dalla missione. Marmocchi sorridenti che ci vengono incontro, che ci abbracciano sorridenti e vogliono la mano per passeggiare con noi…
Alcuni li conoscevamo, altri no!A Tite ci attende una settimana fitta di impegni e per questo la sera eccoci tutti sotto il grande albero di mango a fare la “programmazione”, finita la quale abbiamo voluto chiudere la giornata ammirando lo straordinario cielo stellato notturno di Tite.
Lun 9 marzo, alle ore 8 già al porto per prendere “il barco” che attraversando la foce del fiume Geba ci porterà da...
Pubblicato da Amici delle Missioni - Sicilia su Giovedì 12 marzo 2026
DIARIO DI VIAGGIO 2026
Amici delle Missioni Sicilia
La connessione incostante non ci ha consentito di tenervi aggiornati sull’attività della nostra associazione in missione in Guinea Bissau…
Riprendiamo da quel pomeriggio di domenica 8 marzo quando abbiamo varcato il cancello che ci ha portato dentro il villaggio degli ex lebbrosi di Cumura. È una tappa obbligata per noi che abbiamo realizzato per loro ( 2017-8-9) una casa dove vivere dignitosamente nonostante le mutilazioni subite dalla lebbra (da cui sono guariti)..Ogni anno portiamo loro il nostro affetto e i sacchi di riso e il sapone che tanto apprezzano. Tanta emozione per chi, come Agnese, ha vissuto questa esperienza per la prima volta, ma anche per gli altri che continuiamo ad ascoltare le loro esigenze e a…realizzarle. Come la sistemazione della veranda e l’ acquisto di un televisore che consentirà loro di vedere il mondo oltre quel recinto dove la deturpante malattia li aveva rinchiusi. Ecco un sogno realizzato grazie alla generosità dei nostri benefattori…
La connessione incostante non ci ha consentito di tenervi aggiornati sull’attività della nostra associazione in missione...
Pubblicato da Amici delle Missioni - Sicilia su Giovedì 12 marzo 2026
DIARIO DI VIAGGIO 2026
Amici delle Missioni Sicilia
Quella guineana è una chiesa missionaria che pulsa di fede, di passione e semplicità e che ha fatto della sofferenza non un mezzo per distaccarsi da Dio ma un motivo per starci più vicino. Così stamattina alle ore 10 nella cattedrale di Bissau alla messa celebrata dal nostro amico padre Armando Cossa che alla fine della messa ci ha voluti tutti davanti all’altare ed il nostro presidente ha dovuto rivolgere un saluto ai fedeli che gremivano la cattedrale….
È sempre coinvolgente questa messa i cui ritmi musicali ancestrali si sfumano con la spiritualità di Padre Cossa.
Dopo la messa due passi e ricarica cellulari per andare a pranzo nella sede dei frati francescani dove ad attenderci c’era anche mons Victor Quetchamata, vescovo di Bafatà. Frate francescano anche lui. Occhi grandi e buoni, sorriso discreto ed accattivante , degno erede di mons. Zilli! Con lui ci interessava soprattutto avere conferma sull’appoggio della diocesi per il progetto Denutriti a Tite. Così è stato!…
Bevuto il caffè, subito in jeep con fra Cossà per andare a trovare gli ex lebbrosi di Cumura a cui, con l’ultimo progetto, abbiamo ristrutturato la veranda e comprato un televisore per riabbracciare quel mondo che la lebbra avrebbe voluto toglierli per sempre. Per loro ancora sacchi di riso e scatoloni di sapone.
In serata , altra sorpresa, cena-pizza per festeggiare il compleanno di Suor Numó in un clima sereno e festoso che ci fa sentire in famiglia con queste persone speciali che , da missionari religiosi, dedicano la loro vita ad aiutare il prossimo qui in una terra dura e sopraffatta da eterne tirannie politiche. Domani sveglia all’alba per prendere il “barco” e attraversare la foce del grande fiume Geba e giungere a Tite, dove ci attende una settimana di duro lavoro…
Quella guineana è una chiesa missionaria che pulsa di fede, di passione e semplicità e che ha fatto della sofferenza non...
Pubblicato da Enrico Ferro su Domenica 8 marzo 2026
DIARIO DI VIAGGIO 2026
Amici delle Missioni Sicilia
Pronti? Via! Si parte! Sono le ore 18 del 6 marzo 2026 e l’aereo della Air Royal Maroc stacca le ruote dalla pista di Fontanarossa per puntare su Bissau dove atterreremo alle 4 del mattino di oggi. Su quell’aereo il nostro gruppo 2026 con il nostro presidente Enrico Ferro, Elisabetta Brancato, Lisa Di Pasquale, Giacomo Gentile, Manuela Puglisi, Teresa Guzzardi, Laura Marotta, e Agnese Pannitteri. Un gruppo ricco per quantità e qualità che porta con sé valigie piene di farmaci e di sogni da realizzare per mamme e bambini della Guinea Bissau.
Appena tre ore di sonno e subito in azione per comprare da Sonia Farmacia-Bissau i farmaci necessari per completare le nostre scorte.
Subito dopo il pranzo il tempo minimo di chiudere un occhio e partire per Casa Bambaran a visitare i piccoli di questa struttura meravigliosa che ospita i bambini emarginati perchè con gravi deficit psico fisici o abbandonati dalle famiglie. Ognuno un dramma, ognuno una storia, ognuno ha trovato la vita tra queste quattro mura alla periferia di Bissau. Li controlliamo, poi li abbracciamo, poi ci giochiamo
poi capiamo perchè la vita ci ha portato qui…
È già sera e dovremmo cenare, ma prima abbiamo l’incontro con i medici e volontari africani di AMEV con cui da alcuni anni collaboriamo e che di recente hanno fatto per noi uno screening di massa nei villaggi della missione cattolica di Tite per avere una statistica sulla denutrizione dei bambini della foresta. Col dott. Armando Sifna e i suoi collaboratori si rinnova la stima e la cordialità tra i nostri due gruppi di medici e volontari e la speranza di poter collaborare ancora in futuro. Finito l’incontro con AMEV si dovrebbe fare la nostra riunione di programmazione ma la fame, il sonno e la stanchezza trasformano la cena in un panino e la riunione in un dibattito poco lucido che ci hanno fatto capire che forse era il momento di andare tutti a riposare!!
Pubblicato da Amici delle Missioni - Sicilia su Sabato 7 marzo 2026
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